martedì 13 marzo 2012

L'Inghilterra sbanca Parigi Galles a un passo dal titolo


Trinh-Duc manca il drop a un minuto dalla fine e alla Francia non riesce il sorpasso sugli inglesi che vincono 22-24 e ora hanno una minima speranza: devono travolgere l'Irlanda e sperare che i Dragoni cadano coi transalpini con un corposo scarto di punti. Irlanda-Scozia 32-14: mete di Gray per i Cardi, verdi a segno con Best, Reddan, Trimble e McFadden

La rivoluzione francese dell'11 marzo 2012. Altro che Galles-Francia decisivo per l'assegnazione del Sei Nazioni. Il titolo se lo giocheranno il Galles, a 8 punti dopo aver travolto l'Ialia, e l'Inghilterra, salita a 6 punti dopo aver sbancato lo Stade de France in un match pazzesco che ha tagliato definitivamente fuori dai giochi i Galletti. Dopo dieci incontri vittoriosi, la Francia esce dunque sconfitta allo Stade de France. Nel match che ha concluso la quarta giornata del Sei Nazioni 2012, i Blues si sono arresi all'Inghilterra per 24-22. I padroni casa sono rimasti in corsa grazie alla piazzola ma quattro errori al piede sono però costati cari (sbagliati i drop di Beauxis e Trinh-Duc e due calci di Dupuy e Beauxis). Inglesi implacabili e in meta tre volte con Tuilagi al 12', Foden al 17' e Croft al 30' del second tempo. Per la Francia una sola meta, di Fofana trasformata da Parra, a sei minuti dalla fine, quando si era sul 15-24 (grazie a 3 calci di Beauxis, uno di Dupuy e uno di Parra). A quel punto si era sul 22-24 ed è partito l'assalto finale finito col tentativo di drop di Trin-Duc all'ultimo minuto. Senza fortuna: festa inglese. E ora ci divertiremo il prossimo weekend.
La meta di Rory Best. Reuters
La meta di Rory Best. Reuters 
  
IRLANDA FURIOSA — All'Aviva Stadium di Dublino l'Irlanda ha battuto la Scozia 32-14 in un match aperto solo nel primo tempo, prima che i padroni di casa dilagassero per chiudere con quattro mete a una. E così Italia-Scozia di sabato prossimo stabilirà a chi andrà il cucchiaio di legno del Sei Nazioni 2012. La lunga volata di 30metri di Richie Gray nel primo tempo aveva tenuto in gioco una Scozia partita determinata e presente su ogni punto d'incontro, ma l'Irlanda ha steso i rivali con una superiorità fisica netta, che è valsa la vittoria. Mete irlandesi di Rory Best, Eoin Reddan, Andrew Trimble e Fergus McFadden.

da www.gazzetta.it

domenica 11 marzo 2012

Rugby: Il Galles doma gli azzurri: 24-3

6 NAZIONI 2012 - IV GIORNATA
I dragoni a punteggio pieno dopo 4 turni. L'Italia ancora a zero: i nostri lottano, ma in attacco non pungono
 

CARDIFF (Galles) - L'Italia lotta e per un tempo (il solito primo tempo tutto orgoglio e placcaggi, chiuso sotto di soli sei punti, 9-3) illude di poter tornare a casa con un risultato insperato e positivo. Dopo dieci minuti di ripresa, però, sotto il sole quasi mediterraneo del Millennium Stadium, tutto torna alla normalità: gli azzurri di Jacques Brunel rimediano a Cardiff un'altra sconfitta, la quarta in altrettante partite di Sei Nazioni. Il Galles del resto è la squadra più accreditata per la vittoria finale del torneo ed è ancora a punteggio pieno: il XV allenato da Warren Gatland, semifinalista all'ultimo Mondiale, si impone per 24-3 e ora punta con decisione al «Grande Slam»: per i dragoni sarebbe il terzo torneo «perfetto» in sette anni, dopo i trionfi del 2005 e 2008. Tutto dipenderà dall'incontro di sabato prossimo, di nuovo al Millennium Stadium di Cardiff, contro la Francia, fuori gioco dopo il ko interno con l'inghilterra di domenica pomeriggio.
 
IL SUCCESSO INGLESE - Col successo sugli azzurri, quindi, e il contemporaneo ko dei galletti con i bianchi (22-24), il Galles si ritrova a un passo dal titolo: gli inglesi a Parigi hanno subito affondato il coltello nel fianco dei padroni di casa con le mete di Manu Tuilagi e Ben Foden (parziale di 14-3). Nella ripresa gli uomini del coach ad interim Stuart Lancaster hanno ben resistito al ritorno dei francesi, grazie alla meta nel finale del flanker in bianco Tom Croft, mentre gli altri tre punti inglesi sono arrivati dal piede di Owen Farrell. L'Inghilterra ha ancora una chance di vincere il Torneo, ma devono battere l'Irlanda a Twickenham sabato prossimo e sperare che la Francia vada a vincere a Cardiff con i lanciatissimi gallesi nella rivincita della contestata semifinale mondiale dello scorso ottobre (9-8 per i bleus). 

LA DIFESA AZZURRA - Contro l'Italia il Galles ha portato a casa un risultato rotondo, ma con due sole mete all'attivo, malgrado i ritmi altissimi imposti al match: la prima segnatura «pesante» dei rossi è arrivata solo al 50', dopo un'infinità di incursioni e tentativi, tutti respinti dall'ostinata difesa azzurra. E qui stanno tutti i meriti dell'Italia, che ha resistito per quasi un'ora alla pressione gallese, ma in attacco - come ha riconosciuto alla fine il capitano Sergio Parisse - ha avuto pochi palloni davvero giocabili e ha punto davvero poco. Buono comunque il rientro di Mirco Bergamasco, ottime le terze linee e la mischia. Buona anche la touche
 
LA CRONACA - Al 10' il Galles segna i primi tre punti del match con una splendida punizione di Halfpenny da cinquanta metri. La risposta azzurra è immediata ed è affidata al piede di Mirco Bergamasco, che due minuti più tardi sigla il 3-3. I gallesi spingono, ma la difesa italiana regge l'urto. Si va al riposo con i padroni di casa in vantaggio 9-3: gli altri sei punti sono frutto di due impeccabili trasformazioni del solito Halfpenny. La partita si decide a inizio ripresa. L'Italia perde malamente l'ovale e lascia un buco centralmente. Roberts ci si infila come un coltello nel burro e corre indisturbato verso la meta. Halfpenny trasforma senza problemi e il Galles si porta sul 16-3. Da questo momento in poi la squadra di Gatland si limita ad amministrare il vantaggio, mentre l'Italia non riesce più ad attaccare, malgrado il giallo allo stesso Halfpenny per un fallo su Parisse proteso in volo (62'). Al 70', poi, arriva la punizione di Priestland, e in chiusura la meta finale di Cuthbert («man of the match») che fissa il punteggio sul definitivo 24-3 (Priestland fallisce la trasformazione). 

SABATO LA SCOZIA - Il Galles resta al comando della classifica del Sei Nazioni a punteggio pieno, l'Italia deve iniziare a pensare alla sfida di sabato prossimo allo stadio Olimpico di Roma contro la Scozia, anch'essa a zero punti dopo la sconfitta maturata a Dublino, sabato sera, per 32-14 con l'Irlanda. la banda di Brunel cercherà di evitare, provando a conquistare la prima vittoria nel Torneo, il famigerato «cucchiaio di legno», riservato a chi colleziona solo sconfitte. 

PARISSE ORGOGLIOSO - «È stata una partita molto intensa e dura per noi», le parole di Parisse dopo il match. «Abbiamo affrontato una squadra che gioca benissimo - spiega il capitano - e che è velocissima con i suoi trequarti. Sono orgoglioso per come abbiamo difeso e per i tanti palloni recuperati nei ventidue. Insomma, c'è stato tanto di positivo, anche se abbiamo avuto poco possesso. Abbiamo lottato per ottanta minuti, c'è da migliorare e ci giocheremo tutto nella partita di sabato prossimo con la Scozia».

venerdì 16 dicembre 2011

Steve Hansen nuovo allenatore dei "Tutti Neri"

L'ex allenatore in seconda
 della Nuova Zelanda Steve Hansen
Alla fine ha vinto il favorito e colui che i neozelandesi presenti a Milano ieri indicavano come la scelta migliore. Steve Hansen, storico assistant coach di Graham Henry, prende le redini degli All Blacks proprio dal suo maestro, anzi, dal suo preside. "Nessuna parola può spiegare le emozioni che provo ad aver ricevuto l'opportunità di essere il coach degli All Blacks - le prime parole di Hansen -. Da un punto di vista dell'allenatore, in questo sport è il più grande onore che si possa ricevere. E arriva con una enorme responsabilità. Tutto ciò che posso dire è che sono un fiero neozelandese, appassionato per il rugby neozelandese e amo la maglia degli All Blacks e il suo significato". Cinquantadue anni, Hansen è stato allenatore del Canterbury prima di venir nominato, nel 2002, head coach del Galles, anche in quella occasione proprio al posto di Graham Henry. Nel 2004 lasciò i celtici e seguì Henry nell'avventura All Blacks come suo secondo. Fino a oggi, quando è diventato allenatore dei suoi tuttineri.